Bilancio Sociale, pochi lo conoscono e praticamente nessuno lo applica

Un Seminario fa luce su una parte sconosciuta del mondo del Non profit

Terzo settore e bilancio sociale al centro dei pensieri di un affollatissimo Forum-Seminario all’Abbazia di Montecassino. Protagonisti l’Istituto nazionale dei Revisori dei Conti, l’Ordine degli Avvocati, l’Ordine dei Commercialisti e degli esperti contabili e l’Associazione datoriale, ConfimpreseItalia. Si è trattato di una mattinata carica di motivazioni, proposte ed anche critiche, rispetto ad un comparto economico, che muove oltre sei milioni di italiani, in forma diretta, come operatori salariati ed indiretta, come volontari. Nessuno fino ad oggi aveva posto il problema del Bilancio Sociale.

Nessuno aveva lanciato il sasso nella palude. Nessuno aveva dibattuto al livello che si è potuto ascoltare nella Sala dedicata a San Benedetto, della storica e monumentale Abbazia. A fare gli onori di casa dom Donato Ogliari che regge le sorti di questo storico luogo, carico di religiosità. L’alto prelato che ha offerto la sua piena ospitalità e collaborazione, ha voluto aprire la giornata, riflettendo proprio sul ruolo del Terzo settore e più in generale del Non profit. L’introduzione ai lavori è stata fatta dal Presidente di ConfimpreseItalia, Guido D’Amico, che ha immediatamente innescato il dibattito che si è tenuto da li a pochi minuti, anticipando nella sua relazione, come le proiezioni legate al comparto del Non profit, sia ormai uno dei gangli vitali dell’economia nazionale. I numeri su questo fronte sono ormai chiarissimi ed in netta crescita, sia in termini di fatturato, di imprese che di addetti.

Ma il nodo del problema era legato, oltre che al Terzo Settore, soprattutto al cosiddetto Bilancio Sociale, che tutti i relatori hanno voluto evidenziare come uno dei nodi centrali delle regole di trasparenza nella condotta di tutte le imprese che operano in questo settore. Come “un elefante in una cristalleria” queste le sue parole, ci ha pensato l’alto magistrato della Corte dei Conti, Tommaso Miele che, ad analizzare, senza peli sulla lingua, i problemi legati proprio al Bilancio Sociale. Secondo Miele, sarebbe opportuna, anzi obbligatoria, la formulazione di un allegato ai tradizionali ‘conti economici’, per tutte quelle imprese che sono legate direttamente, o indirettamente alle finanze pubbliche.

Tra queste  le aziende che ricevono finanziamenti per la realizzazione di opere destinate alla collettività o che svolgono attività legate all’assistenza alla persona e poi ha voluto spingere sull’acceleratore, evidenziando come, purtroppo, vaste aree economiche del Paese, siano ancora monopolio dei partiti, che solo formalmente non esercitano, per legge, opera di reclutamento d’impresa e dunque di assunzioni, ma che poi sfruttano le cosiddette aziende ‘partecipate’ come poltronificio e serbatoio destinato a soddisfare le richieste che arrivano dai territori. E’ chiaro, ha tenuto a precisare Miele, che purtroppo una linea certa e di rottura rispetto al passato, potrebbe arrivare per queste imprese, proprio dal Bilancio Sociale, che determinerebbe una inversione di rotta, una certezza sulle prospettive oltre che per i conti economici. Miele ha anche evidenziato come i giudici contabili, delegati al controllo delle grandi imprese pubblico-private, nella sostanza delle cose abbiano già applicato la regola del Bilancio Sociale, visto che nel controllo dei conti, relazionano sempre e comunque gli organi legislativi e di governo della cosa pubblica.

Altro intervento di grandi rilievo quello del professor Raffele Trequattrini, Rettore Vicario dell’Università di Cassino e del Lazio meridionale e uno dei massimi esperti di Bilancio Sociale e Terzo Settore, che ha tenuto una articolata ed esaustiva lezione sull’argomento tema centrale di dibattito. Trequattrini ha evidenziato come il Bilancio Sociale,  e soprattutto l’oggetto sociale delle imprese, dei Consorzi e di tutti quegli enti pubblico-privati, che hanno a che fare con i territori. In buona sostanza, dare risposte e rispettare le funzioni previste dagli Statuti. Anche in questo caso, come per il giudice Miele, nell’accompagnare i documenti contabili, Trequattrini, allegava cartelle di commento e previsione sociale ed economica. L’organizzazione dell’evento è stata curata, dal Vicesegretario nazionale dell’Istituto nazionale dei Revisori Legali, Paola Carnevale che ha coordinato lo staff pluridisciplinare che ha consentito la piena riuscita dell’evento.

Sulla tribuna della Sala di San Benedetto si sono alternati il Presidente dell’Istituto nazionale dei revisori legali, Virginio Baresi, che con il suo Ente ha dato un grande contributo all’organizzazione dell’evento, il Presidente dell’Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili di Cassino, Giuseppe di Mascio e il Rettore dell’Università di Cassino, Giovanni Betta, che non è voluto mancare all’appuntamento ed ha portato i suoi saluti ai partecipanti.

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