Manovra, c’è lo stop all’aumento dell’Iva. Scatterà nel 2019

E’ di 120 articoli il disegno di legge di bilancio 2018 approdato in Senato per l’esame parlamentare. La manovra – nel testo bollinato dalla Ragioneria dello Stato, secondo quanto riferisce l’agenzia Ansa, sterilizza le clausole Iva, introduce sgravi strutturali per l’assunzione dei giovani, rinnova l’ecobonus, prevede aumenti per gli statali. La sessione di bilancio inizierà martedì 31 novembre con gli stralci in Aula.

Rinviato al 2019 l’aumento dell’Iva

Stop aumento dell’Iva nel 2018, ma l’aggravio viene rimandato e rimodulato a partire dal 2019. Di fatto le ”clausole di salvaguardia” rimangono per gli anni 2019 e eseguenti. L’aliquota Iva al 10% salirà di 1,5 punti dal gennaio 2019 e poi di ulteriori 1,5 punti dal 2020.

L’aliquota Iva del 22% aumenta di 2,2 punti dal 2019 e poi di altri 0,7 punti. da 2020 e di un ulteriore 0,1 punti da 2021. Anche le accise ripartono dal 2019.

Tornano le detrazioni per gli abbonamenti di trasporto. Il testo finale della Legge di Bilancio , sempre secondo l’Ansa, prevedono detrazioni fino a 250 euro per le spese d’abbonamento di trasporti pubblici locali, regionali e interregionali.

Tra le novità anche l’agevolazione per gli accordi di rimborso di questi abbonamenti da parte dei datori di lavoro per i propri dipendenti e per i loro familiari – una sorta di ”bonus bus-treno” – che non entrano a far parte del reddito da lavoro tassato.

Proroga di due anni per la cedolare secca 

Tra le novità importanti della versione definitiva della manovra, quella che riguarda la cedolare secca sugli affitti agevolati. Non sarà stabilizzata ma arriva una proroga di due anni per la cedolare secca al 10% che si applica sui contratti concordati. Il testo finale della Legge di Bilancio ‘corregge’ su questo punto le bozze circolate nei giorni scorsi che prevedevano invece una stabilizzazione a regime di questo meccanismo. Ora invece la norma prevede che si possa applicare ‘dal 2014 al 2019’, con una estensione quindi anche al prossimo biennio. Nel testo finale – come anche nelle bozze – non entra una estensione del regime anche agli immobili ‘non residenziali’: rimangono quindi esclusi uffici e negozi.

 Bonus per le assunzioni di giovani 

Confermato il bonus permanente per l’assunzione di giovani under 30 che, per il solo 2018, vale anche per i contratti stabili a chi non ha ancora compiuto 35 anni. Si conferma lo sgravio del 50% dei contributi con tetto a 3mila euro per 3 anni, che scendono a 1 solo anno in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un contratto di apprendistato. Il bonus è portabile senza limiti di età e sale al 100% per l’assunzione dall’alternanza scuola lavoro.

 

 

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