Montecitorio, ConfimpreseItalia porta le proposte delle Mpmi su tassazione, flat tax e sviluppo

Importante appuntamento, promosso da ConfimpreseItalia, nella mattinata di martedì alla Camera dei Deputati. Nella prestigiosa Sala della Regina di Montecitorio, si sono confrontati, in un dibattito di grande qualità e soprattutto propositivo, in tempi di demolizioni istituzionali, alcuni dei protagonisti dell’economia e della politica nazionale.

Sul grande tavolo che dominava la Sala, si sono alternati Monsignor Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, il Presidente Nazionale Guido D’Amico, il Presidente onorario di ConfimpreseItalia, Emmanuele Emanuele, il Sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Ferri Nicola Rossi Docente a Tor Vergata, Oliviero Roggi di Unif/Nyu Stern Business School e Dario Stevanato dell’Università di Trieste.

Al centro del dibattito la riforma fiscale in Italia e la flat tax. Un dibattito carico di proposte e riflessioni che nel luogo centrale della politica nazionale, ha disegnato cosa hanno in mente gli imprenditori e le imprenditrici in materia di regimi fiscali. Flat tax e minimo vitale era lo slogan che ha aperto il convegno e sul punto si sono confrontati tutti i relatori.

Il Presidente Giudo D’Amico che ha denunciato le difficoltà dell’accesso al credito ed il ruolo devastante della burocrazia sulle imprese che, molte volte trascina le micro e le piccole aziende, che ConfimpreseItalia rappresenta, a giocare più che il ruolo da protagonista che le compete nel sistema produttivo italiano a quello di vittima. D’Amico ha anche denunciato due episodi che per l’Italia sono davvero poco qualificanti, come il rifinanziamento del Cnel, dotandolo, anche dopo la sua ‘presunta’ cancellazione, di risorse proprie e appannaggi per le decine di Consiglieri che compongono il suo parlamentino e poi ha chiesto conto del perché l’Italia ha accettato la demolizione della candidatura di Milano per l’Agenzia Europea per il Farmaco, con il ricorso ad una sospetta lotteria della ‘monetina’. Quanto alla tassazione è chiaro che ConfimpreseItalia chiede una coraggiosa semplificazione e dunque si può anche discutere di flat tax, che, secondo molti dei relatori, compreso il Sottosegretario alla Giustizia Ferri, non assumerebbe contorni di incostituzionalità.

Poi l’intervento del Presidente onorario di ConfimpreseItalia, Emmanuele Emanuele, che ha messo al centro dei suoi pensieri, rilanciandoli sulla platea, proprio il sistema della tassazione in Italia, denunciando come il sistema delle aliquote è da considerarsi, non solo insufficiente, ma beffardo per cittadini ed imprese. Emanuele, carta alla mano ha elencato un lungo e sterminato elenco di tasse ‘parallele’ a quelle ‘istituzionali. Almeno 100 le gabelle, molte delle quali, assolutamente ridicole, come la tassazione sui raccoglitori di tartufi, quella delle tasse universitarie e l’altra, non meno vergognosa, sul diritto allo studio universitario, Insieme a queste, naturalmente, Emanuele , non ha dimenticato l’invadenza e l’irrazionalità della tasse sui rifiuti. Poi ha lanciato all’indirizzo degli imprenditori che affollavano la Sala della Regina, una provocazione: vista la qualità della politica, perché gli imprenditori non si rappresentato da soli? Perché non danno vita ad un nuovo soggetto politico? La provocazione è stata raccolta da Guido D’Amico, definito da Emanuele un ‘Cireneo’, visto il suo impegno quotidiano a favore del mondo delle imprese, Per il Presidente di Confimprese Italia, l’orizzonte dell’intermediazione politica potrebbe anche finire se le ragioni delle imprese saranno messe in un angolo.

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