Il Segretario Colella commenta i dati su occupazione e imprese multinazionali in Italia

 

Occupati e disoccupati (dati provvisori) 

Gli ultimi dati Istat sulla percentuale degli occupati risultano confermare una certa stabilità in relazione al mese di Settembre, infatti a ottobre 2017 la stima degli occupati comporta Il tasso di occupazione dei 15-64enni invariato al 58,1%.

Come specifica l’Istat , la stabilità dell’occupazione nell’ultimo mese è frutto di un calo tra i 25-49enni e di un aumento tra gli ultracinquantenni. L’occupazione è stabile per entrambe le componenti di genere. Risultano in aumento i dipendenti a tempo determinato, stabili i permanenti, in calo gli indipendenti.

Nel periodo agosto-ottobre si registra una crescita degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,3%, +73 mila) che interessa uomini e donne e si concentra soprattutto tra gli over50, in misura più lieve anche tra i 15-34enni, mentre i 35-49enni sono ancora in calo. L’aumento è determinato esclusivamente dai dipendenti a termine, mentre calano i permanenti e gli indipendenti.

Su base annua si conferma l’aumento degli occupati (+1,1%, +246 mila) che riguarda sia uomini sia donne. La crescita si concentra tra i lavoratori dipendenti (+387 mila, di cui +347 mila a termine e +39 mila permanenti), mentre calano gli indipendenti (-140 mila). In valori assoluti ad aumentare sono soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+340 mila) ma registrano una crescita più lieve anche i 15-34enni (+29 mila), mentre calano i 35-49enni (-123 mila). Nello stesso periodo diminuiscono sia i disoccupati (-4,6%, -140 mila) sia gli inattivi (-1,4%, -183 mila).

Al netto dell’effetto della componente demografica tuttavia, su base annua cresce l’incidenza degli occupati sulla popolazione in tutte le classi di età.

Struttura e competitività delle imprese multinazionali

Altro dato interessante: Nel 2015 le multinazionali consolidano il contributo positivo alla crescita del sistema produttivo italiano, rafforzandone la prospettiva di crescente apertura e integrazione internazionale. Le imprese a controllo estero in Italia sono 14.007 (+438, con quasi 6 miliardi di fatturato in più rispetto al 2014), le controllate italiane all’estero ammontano invece a 22.796 (+408 unità e +13 miliardi di fatturato all’estero).

L’ampliamento della presenza delle multinazionali estere in Italia risente positivamente di alcune importanti acquisizioni di imprese a controllo nazionale anche di tipo multinazionale, mentre l’espansione all’estero delle multinazionali italiane è stata trainata soprattutto dalla crescita di unità già presenti nel 2014.

Le multinazionali estere registrano in Italia una forte crescita del valore aggiunto (+7,6% rispetto al 2014) e della spesa in Ricerca e sviluppo (+9,2%). Contribuiscono, inoltre, per oltre un quarto all’export nazionale di merci (26,1%) e per il 45% agli acquisti di merci sui mercati internazionali.

Gli Stati Uniti sono il paese con il più elevato numero di imprese a controllo estero in Italia e addetti (2.347 imprese con quasi 279 mila addetti) e conservano il primato anche come principale paese di localizzazione degli investimenti esteri italiani (oltre 142 mila addetti nell’industria e oltre 108 mila nei servizi).

Considerevole, seppure non maggioritaria, è la quota di fatturato esportato verso l’Italia dalle controllate estere delle multinazionali italiane nei settori tradizionali del Made in Italy: industrie tessili e abbigliamento (42,6%), fabbricazione di articoli in pelle (37,7%) e fabbricazione di mobili e altre industrie manifatturiere (28,7%)

 

Domenico Colella – Segretario Generale ConfimpreseItalia

 

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