La recessione, come da previsioni, è arrivata

Come anticipato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, l’Italia è in recessione. Il Pil italiano si è contratto dello 0,2% nel quarto trimestre del 2018, rispetto al trimestre precedente. A darne notizia l’Istat. L’Italia, che ha visto già un calo del prodotto interno lordo dello 0,1% nel terzo trimestre, entra in una fase di recessione tecnica. Su anno il Pil è aumentato dello 0,1 per cento.

“Nel quarto trimestre del 2018 – ha rilevato l’Istat – si stima che il prodotto interno lordo, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e sia aumentato dello 0,1% in termini tendenziali”.

Il quarto trimestre del 2018 – ha precisato l’Istat – ha avuto una giornata lavorativa in meno rispetto al trimestre precedente e due giornate lavorative in più rispetto al quarto trimestre del 2017. La variazione congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca e in quello dell’industria e di una sostanziale stabilità dei servizi. Dal lato della domanda, vi è un contributo negativo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto positivo della componente estera netta.

Fonti governative hanno attribuito la responsabilità della situazione ai passati esecutivi: “La nostra manovra – hanno detto – è entrata da poco. Quindi i possibili dati negativi sono il frutto di politiche economiche scellerate degli anni passati e di dati congiunturali non favorevoli (vedi la Germania)”. “Reddito di cittadinanza e Quota 100 – hanno aggiunto le fonti – produrranno i loro effetti a partire da aprile. È evidente a chiunque che la recessione tecnica del terzo e quarto trimestre 2018 è il risultato dei fallimenti del passato. Noi siamo qui per invertire la rotta, e lo stiamo facendo”.

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