Rappresentatività datoriale, D’Amico (ConfimpreseItalia) lancia una sasso nello stagno: “Tutte le aziende iscritte alle Camere di Commercio si esprimano con il voto”

Confimprese Italia, in un momento di grandi trasformazioni del sistema delle rappresentanze e dell’Associazionismo, interviene nel dibattito che ha avuto momenti di approfondimento parlamentari sulle autonomie delle parti sociali e nella definizione della rappresentanza. Lo ha fatto in occasione del Convegno che si è svolto a Roma ed organizzato dalla Lega, presenti l’ ex Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giorgetti, di quello all’Economia Garavaglia e di quello al Lavoro Durigon. Il Presidente di ConfimpreseItalia, lanciando un sasso nello stagno, ha proposto, quanto ai criteri che certifichino realmente la rappresentanza, il suffragio universale per le elezioni negli organismi di rappresentanza delle Camere di Commercio. “Tutte le aziende iscritte alla speciale anagrafe, dovranno avere la possibilità di partecipare con il voto, a scegliere gli organismi dirigenti degli Enti Camerali. Si tratta di una partecipazione diretta e di una scelta che poco o nulla a che fare con le logiche burocratiche che oggi regolano questi passaggi istituzionali”. 

Per Confimprese Italia resta centrale, dunque, la discussione sul riordino delle Camere di Commercio, che rappresentano un punto di sintesi della presenza nei territori delle rappresentanze datoriali  ed associazionistiche. In questo dibattito, che ha avuto momenti di forte confronto politico e sindacale, Confimprese Italia esprime la sua posizione, che può cambiare radicalmente il modo di concepire la rappresentanza in quegli Enti di grande importanza territoriale.

“La logica delle dichiarazioni e degli elenchi – ha concluso D’Amico nel suo intervento – è da ritenersi oggi superata, serve una certezza della rappresentanza e questa può esserci solo ed esclusivamente attraverso il coinvolgimento diretto di tutti gli iscritti alle Cciaa.

Sarebbe un passaggio epocale che porterebbe ad una reale rappresentatività e non più ad una costruzione astratta e poco credibile del sistema  camerale e soprattutto delle reali rappresentanze”.

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