Soddisfazione di Confimprese Roma Capitale, Confimprese Viterbo e Confimprese Lazio per la reintroduzione dell’indennizzo per le cessate attività commerciali

Soddisfazione è stata espressa dal Presidente di Confimprese Roma Capitale, Domenico Colella e dal Segretario di Confimprese Viterbo Giancarlo Bandini, oltre che da ConfimpreseItalia Lazio e di tutte le territoriali della Regione, per la reintroduzione dell’indennizzo per la cessazione delle attività commerciali, stabilita dall’art. 1 comma 283 della legge di bilancio 2019 a decorrere dal 1 gennaio scorso, erogato fino alla pensione agli operatori del commercio in possesso dei requisiti anagrafici (62 anni per gli uomini e 57 per le donne) con almeno 5 anni di contribuzione Inps.

Va detto che il bonus Inps commercianti spetta:

agli agenti ed ai rappresentanti del commercio;

agli esercenti di attività di somministrazione;(gestori di bar e ristoranti);

ai titolari ed ai coadiutori di attività commerciali su aree pubbliche; (ambulanti);

ai titolari ed ai collaboratori di attività commerciali al minuto in sede fissa., che al momento della cessazione di attività, sono iscritti come titolari o collaboratori, per almeno 5 anni alla gestione previdenziale dell’Inps dei lavoratori autonomi. Inoltre al momento della presentazione della domanda il commerciante deve avere:

un’età pari a 62 anni per gli uomini;

un’età di 57 anni per le donne;

aver richiesto la cancellazione dell’attività alla Camera di Commercio;

aver restituito la licenza commerciale al Comune di residenza.

L’indennizzo per i commercianti 2019 spetta dal primo giorno del mese successivo, dalla data di presentazione della domanda telematica all’Inps. Spettano 513,01 euro al mese per tredici mensilità nel 2019 sino al raggiungimento dell’età di pensione di vecchiaia.

 

Il provvedimento è assolutamente in linea con quanto ConfimpreseItalia chiede da tempo. Qualsiasi azione finalizzata al contrasto degli effetti dirompenti di una crisi che ormai attanaglia da anni le nostre comunità, va nella giusta direzione. Ora c’è la necessità – ribadiscono Colella e Bandini – di sviluppare azioni di sostegno mirate per le Mpmi, che ancora resistono e si confrontano sui mercati. Sia a Roma che a Viterbo sono ancora decine le eccellenze commerciali e non solo che possono ancora dire la loro e dare dinamicità alle filiere produttive. Da lì si può ripartire.

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