Covid 19, scenari apocalittici per il Pil nazionale. Previsto nei prossimi tre mesi un crollo tra l’1 e il 3%. Insufficienti, per ora, le misure del Governo. Le stime dell’Istituto REF-Ricerche

A leggere questi numeri, il Decreto del Governo di sostegno all’economia nazionale dopo l’impatto di Covid 19, è assolutamente insufficiente ad arginare quello che potrebbe essere un vero e proprio tsunami per il nostro Sistema Italia. Nelle prossime ore la nostra Confederazione metterà nero su bianco le proposte condivise con l’intera filiera associativa, fatta di realtà territoriali e Federazioni. Ma andiamo a leggere i numeri prodotti da Ref, Istituto di Ricerca indipendente che legge come drammatico, devastante, lo scenario economico per l’Italia, nel quadro di una situazione già difficile a livello nazionale e non solo nei cosiddetti ‘focolai del virus’ . Secondo alcune previsioni, si registrerà nei prossimi mesi, un vero e proprio crollo del Pil. Una diminuzione compresa tra -1% e -3% nel primo e secondo trimestre 2020. E’ questa l’indicazione degli effetti sull’economia del coronavirus. L’istituto quantizza la perdita di Pil tra i 9 ed i 27 miliardi. La stima considera l’impatto nelle regioni italiane, con effetti immediati e di più lunga durata, a seconda del settore considerato. Lombardia e Veneto, le regioni più interessate, spiega il Ref, contano per il 31% del pil italiano. Questa stima si basa su una valutazione degli effetti sui singoli settori, raggruppati in quattro categorie in base al range di probabile variazione del rispettivo valore aggiunto e poi calcolando il peso di tali categorie sul pil totale. Il primo gruppo comprende quei settori che vedono aumentare tra il 2% e il 6% la loro attività in conseguenza dell’epidemia virale (attività legate alla farmaceutica, alla cura della casa e i servizi connessi allo smart working e alle video conferenze); il suo peso è dell’8,5%. Il secondo gruppo è di gran lunga il più importante (vale il 54,6% dell’intera economia) e non patisce sostanziali variazioni di attività a causa del virus. Il terzo gruppo incide per il 25,1% e patisce una contrazione produttiva limitata (al più del 4%). Infine, c’è l’insieme dei settori che stanno subendo contraccolpi molto forti (tra -10% e -40%) ma che hanno un peso contenuto (11,7%; dalla filiera del turismo, a tutte le attività legate a centri di aggregazione). 

Lascia un commento