Francesco D’Amico (HoReCa-ConfimpreseItalia): “In campo per difendere gli interessi comuni del comparto turistico”

 

A colloquio con il Presidente Francesco D’Amico che guida l’associazione d’impresa HoReCa, la Federazione di ConfimpreseItalia che rappresenta il mondo degli hotel, dei ristoranti, dei bar e più in generale dell’accoglienza. Con D’Amico abbiamo affrontato tutti i principali temi economici sul tappeto ai tempi del coronavirus e ne è uscita fuoria la figura di una associazione orgogliosa e propositiva e non piegata su se stessa.  Ecco cosa sentono e propongono gli imprenditori di un comparto duramente colpito e segnato dalla crisi scatenata dalla pandemia di Covid-19.  

 

HoReCa, nasce in uno dei periodi più bui che finirà per essere ricordato sui libri di storia come quello delle devastazioni prodotte da Covid-19. Quali sono i vostro obiettivi. 

 

HoReCa nasce sulla spinta di una nuova necessità, quella di rappresentare una intera filiera attraverso un’unica federazione. Gli interessi di alberghi, pubblici esercizi, della ristorazione e del catering, sono interessi comuni perché legati da un comparto, come quello del turismo, che li accomuna tutti

 

I numeri della crisi  per il comparto del turismo sono da brividi e sono tante le attività che rischiano di essere cancellate definitivamente. Quando crede che si possa ripartire stabilmente. E soprattutto ritiene sufficienti le misure messe in campo dal Governo?.

 

La riapertura, ha registrato cali di fatturato che ci consegnano una situazione drammatica mai vista fino ad oggi. Ho la sensazione che nel governo prevalga una deriva pauperista, ha reagito con una serie di sussidi peraltro mal distribuiti, ma noi abbiamo bisogno di opportunità e questa crisi, può ancora rappresentare l’opportunità di introdurre nuove e più semplici regole sia dal punto di vista fiscale che nei rapporti di lavoro

 

Ad oggi sono ancora tanti i vostri dipendenti che non hanno ricevuto la Cig e i finanziamenti a fondo perduto per le imprese tardano ad arrivare o sono del tutto insufficienti. Quali sono le vostre valutazioni su questi due aspetti della crisi.

 

Il comparto del turismo ha subito più di altri le conseguenze del lockdown, le misure a fondo perduto sono insufficienti sopratutto per le aziende più complesse come gli alberghi e le grandi organizzazioni della ristorazione, i nostri collaboratori inoltre, hanno dovuto sopportare ritardi Ingiustificabili  per l’erogazione della cig, ma al di là dei fatti che possono essere visti come la conseguenza di un evento imprevedibile, noto che manca un concreto progetto di rilancio. Per le aziende che riaprono, l’equivalente della cig dovrebbe andare ai dipendenti a lavoro, dimezzandone così il costo per l’azienda, continuando così rischiamo di impigrire i lavoratori ed abituarli a vivere di sussidi, credo sia necessario un anno bianco sotto il profilo fiscale o in alternativa una lunga dilazione senza interessi e impensabile che il governo ci chieda oggi, il pagamento delle tasse senza alcun rinvio, senza una proroga gli aiuti di Stato torneranno all’Erario! a questo punto credo sia utile una pacificazione fiscale che resetti tutto il dovuto attraverso una nuova ed ultima rottamazione per poi dar vita ad un nuovo modello fiscale questa è l’opportunità che il governo dovrebbe cogliere.Dal  punto di vista strutturale invece non comprendo come l’eco bonus al 110 % non sia stato esteso agli alberghi, abbiamo il patrimonio alberghiero più vecchio d’Europa e soprattutto alcune zone, come quelle termali,  senza misure straordinarie soffrono dell’impossibilità di un nuovo riposizionamento, in questi giorni continueremo ad adoperarci per verificare la possibilità di introdurre la norma anche per il turismo,  seppur con qualche limitazione di spesa

 

In tempi di crisi così violenta, purtroppo, ce lo rivela l’ultimo rapporto della Direzione Nazionale Antimafia, il malaffare diventa in alcune aree del Paese, un punto di riferimento per tanti imprenditori travolti dalla crisi economica. Cosa si può fare per contrastare quello che rischia di diventare una economia parallela.

 

 

Le organizzazioni criminali non sono una novità, ne in Italia ne altrove e con questo non intendo sottovalutarne la gravità. In una situazione come quella che stiamo vivendo, solo un’azione coordinata dello Stato può arginare questo pericolo e questo anche attraverso azioni di supporto alle aziende e di accesso al credito che rendano meno vulnerabili gli operatori del settore che in questa crisi hanno visto crollare l’avviamento commerciale il fondo di prevenzione dell’usura è attivo dal 1998 ma per lo più sconosciuto, l’informazione è spesso una via di uscita e dobbiamo metterla a disposizione dei nostri associati

 

Presidente ritiene utile per il settore che rappresenta, l’adozione da parte del Governo di misure come lo sgravio del costo del lavoro. Va detto poi che l gran parte delle imprese alberghiere hanno già esaurito le 18 settimane di integrazione salariale dell’Inps e dunque ora rischiano di avere gravi difficoltà nei rapporti con i dipendenti. Cosa si può fare   

 

Come ho già detto le risorse della cig dovrebbero andare a beneficio delle imprese e dei lavoratori e questo insieme ad un significativo sgravio strutturale del costo del lavoro. Il decreto dignità ha solo creato più problemi a lavoratori ed imprese ed andrebbe sospeso se non del tutto cancellato, la reintroduzione dei vouchers per il comparto HoReCa, appare una misura necessaria almeno in questa prima fase di ripartenza, così facendo rimetteremmo in moto le aziende potendo chiedere di tornare alla piena occupazione grazie all’integrazione salariale garantirà dallo Stato, situazioni come quella che stiamo vivendo con cig interrotta ed impossibilità  di licenziamento, non fanno altro che innescare un potenziale conflitto tra imprese e lavoratori, un conflitto che alcune parti politiche hanno sempre cavalcato e che sta alla base di una visione distorta degli interessi delle imprese e di quelli del mondo del lavoro

 

Presidente D’Amico, in queste ore uno degli esponenti di punta del Governo Conte, il Viceministro dell’economia Castelli , ha detto che se un ristoratore non ce la fa, deve essere aiutato, ma deve cambiare mestiere. Che ne dice?

 

 

Non è la prima volta che l’on Castelli commette una gaffe. Credo che la vicenda sia semplicemente incommentabile. Ma se non smentita dal governo,  continuo a pensare, che esista un pensiero dominante che guardi alla decrescita con un certo favore e questo, non solo dobbiamo evitarlo, ma combatterlo

Presidente, il Governo ha messo in campo il bonus vacanze, la ritiene una misura utile per il settore? 

Il bonus vacanze e’ perfettamente in linea con il concetto del sussidio. In parlamento ho sentito  il ministro Franceschini orgoglioso del provvedimento, ma ripeto non è di sussidi che guariremo. Abbiamo bisogno di un progetto, di nuove opportunità ed HoReCa ConfimpreseItalia è pronta a dare il proprio contributo a tutti i livelli per poter ridare fiducia ad un settore tra i più trainanti della nostra economia, ma che, anche in questa occasione, sembra lasciato a se stesso. Ci vantiamo dell’Italia come destinazione turistica ma poco facciamo perché questo primato possa consolidarsi. Abbiamo perso diverse posizioni in questi anni, pur avendo tutti gli asset fondamentali, a causa della nostra burocrazia soffocante, con il tempo estenuante della legge gli investitori internazionali fanno fatica ad immaginare investimenti cospicui e di lungo periodo in Italia. Abbiamo abrogato ormai da anni il ministero del turismo, quando invece dovremmo dedicargli l’attenzione e le risorse che merita. Abbiamo la nazione più bella, che il mondo ci invidia, il Made in Italy, il nostro saper fare ci rende protagonisti nei settori più strategici ma non sappiamo cogliere questo vantaggio competitivo. Mi auguro che alla fine da questa crisi disastrosa possa nascere, con il contributo di tutti, un nuovo modello di sviluppo nazionale, uno stato più moderno fondato sulla meritocrazia, sul benessere  e sulla pace sociale.

Lascia un commento