Francesco D’Amico: “HoReCa, persi 250mila posti di lavoro. A rischio migliaia di attività alberghiere storiche. Ristori di poche migliaia di euro”

Prima di ogni cosa voglio sottolineare un problema di equità ed equilibrio non è ragionevole e non si comprende come le agenzie di viaggio ed i TO abbiamo avuto un contributo con un massimale di ben 800 mila euro ed agli alberghi che rappresentano un patrimonio immobiliare tra i più vecchi d’Europa se ne sia dato uno di massimo 150 mila! ora con il blocco delle festività dopo che gli operatori avevano programmato l’apertura il presidente Conte rassicura ristoranti bar e pasticcerie con un ristoro urgente di poche migliaia di euro ma oltre a dimenticare l’intero settore alberghiero il rischio concreto è che così facendo il nostro settore HoReCa chiuderà! Le altre nazioni hanno dato fino all80% del fatturato al netto dei costi del personale perché il settore è in ginocchio e bisogna garantirne la sopravvivenza. Da qualunque parte li si guardi i numeri non bastano a descrivere il danno provocato alla filiera HoReCa.

 

Si sono persi 250 mila posti di lavoro che rappresentano il triste primato di ben il 30% dell’intero calo dell’occupazione ed ancora sino al prossimo 31 marzo siamo sotto blocco dei licenziamenti! Bassi anche i valori degli aiuti concreti stanziati per superare la crisi basati principalmente sulla cassa integrazione e su una percentuale di credito d’imposta sugli affitti misure che insieme alla forte limitazione degli spostamenti al momento rendono più conveniente abbassare le serrande e sospendere l’attività per molti di noi esercenti, ma il rischio a questo punto è che le misure adottate non siano sufficienti a garantire una riapertura.

 

Gli operatori del settore turismo americano hanno già escluso l’Europa dalle mete del prossimo anno pertanto questo turismo che porte la bilancia commerciale a credito tornerà solo nel 2022 dovremo quindi poter contare ancora una volta  sul turismo interno e salvo limitazioni, su quello europeo a questo punto è necessario che il governo comprenda che è urgente una misura di finanziamento di lungo periodo e a tasso zero così come per rilanciare il prodotto bisogna estendere il bonus 110% a tutto il comparto HoReCa non possiamo pensare che una miriade di piccoli indennizzi possano rappresentare una misura strutturale per risolvere il danno provocato dalla pandemia.

 

Se pensiamo che da questa crisi si possa trarre una opportunità di crescita dobbiamo utilizzare questo tempo per riformare la fiscalità e i percorsi autorizzativi “la burocrazia “ pieni di ostacoli che rallentano l’attività e la produttività dei nostri associati d’altro canto questa crisi ci obbliga a ripensare il modello di sviluppo che credo sarà orientato verso la sostenibilità e la qualità di processo ma necessariamente anche sulla qualità di prodotto ed il prodotto Italia con la sua qualità e le sue caratteristiche uniche potrà giocare un ruolo da protagonista ritornando centrale in un nuovo e ridisegnato mercato glo.cal.  Vi terremo informati sui prossimi provvedimenti.

Il Presidente di HoReCa-ConfimpreseItalia

Francesco D’Amico

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