Rallenta ancora una volta l’economia nazionale. Nel 2019 Pil in frenata: +0,2% rispetto al +0,8% dell’anno prima

Secondo i dati grezzi Istat e quelli corretti per effetto di calendario, nel 2019 il Pil italiano è cresciuto dello 0,2%, in netta frenata rispetto al +0,8% del 2018 ma in aumento rispetto al +0,1% previsto dal governo nella nota di aggiornamento al Def. Il risultato completo sarà però comunicato solo il 2 marzo. Per il quarto trimestre 2019, la stima preliminare vede il Pil a -0,3% rispetto al terzo trimestre e invariato su base annua. Ma andiamo a leggere nel dettaglio la rilevazione dell’Istat.  Nel quarto trimestre del 2019 si stima che il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2015, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia diminuito dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e sia rimasto invariato in termini tendenziali. Il quarto trimestre del 2019 ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al quarto trimestre del 2018. La variazione congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto sia nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, sia in quello dell’industria, mentre il comparto dei servizi ha registrato una variazione pressoché nulla. Dal lato della domanda, vi è un contributo negativo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto positivo della componente estera netta. Nel 2019 il Pil corretto per gli effetti di calendario è aumentato dello 0,2% così come il Pil stimato sui dati trimestrali grezzi (nel 2019 vi sono state le stesse giornate lavorative rispetto al 2018). Si sottolinea che i risultati dei conti nazionali annuali per il 2019 saranno diffusi il prossimo 2 marzo, mentre quelli trimestrali coerenti con i nuovi dati annuali verranno presentati il 4 marzo.

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