Caro energia, la lettera di ConfimpreseItalia al Presidente Meloni

Gentilissima Presidente,

 

la presente per informarLa che la scrivente Associazione, con la nota che alleghiamo, ha richiesto all’AutoritàGarante del mercato e della concorrenza di avviare una indagine conoscitiva per verificare se quanto accade nel mercato dell’energia gestito da GME risponda sia alle regole di mercato, sia ai compiti istituzionali alle quali questa struttura èdemandata.

Le chiediamo anticipatamente scusa per l’ovvietà di quanto stiamo per sottoporre alla Sua Attenzione, ma pensiamo sia utile evidenziare alcuni punti che riteniamo fondamentali per supportare le nostre argomentazioni.

Sicuramente l’energia elettrica, la LUCE come la chiamano molti cittadini, rientra tra i Servizi di Interesse Economico Generale che lo Stato deve garantire a tutti i Cittadini.

Questo non significa che lo Stato deve cedere ai ricatti di chi questi servizi gestisce, ma deve regolare e vigilare sul loro funzionamento. Intervenire a sostegno quando questi servizi sono in perdita, evitare speculazioni sulle spalle dei cittadini quando, specialmente in maniera artificiosa, si operano rialzi dei prezzi ingiustificati come nel caso in parola.

Liberalizzare i servizi non significa rinunciare alle proprie prerogative di garanzia e di controllo. I SIEG rappresentano servizi fondamentali per la tenuta sociale ed il livello minimo di servizi che uno stato moderno deve garantire.

Quanto sin qui esposto per dire che i prezzi praticati per l’energia mettono a serio rischio “la garanzia che tutti i consumatori possano acquistare l’energia a prezzi accessibili” come considerato dalla Commissione Europea in premessa all’emanazione del Regolamento UE 2015/1122 che in quello stesso contesto definisce il valore non solo economico dell’energia elettrica, citiamo testualmente, che “La sicurezza dell’approvvigionamento energetico è un fattore essenziale per la sicurezza pubblica ed è pertanto strettamente connessa al funzionamento efficiente del mercato interno dell’energia elettrica e all’integrazione dei mercati isolati degli Stati membri. L’energia elettrica può essere erogata ai cittadini dell’Unione esclusivamente attraverso la rete. Mercati dell’energia elettrica funzionanti e, in particolare, le reti e gli altri mezzi collegati alla fornitura dell’energia elettrica sono fondamentali per la sicurezza pubblica, la competitività economica e il benessere dei cittadini dell’Unione.”.

Avere superato questi limiti mette in discussione non solo un bene primario ed insostituibile, ma l’intero sistema produttivo e sociale della Nazione. Dalle stime di diverse associazioni di categoria, non solo la nostra, si prevede che possano chiudere 850.000 aziende e produrre oltre 3,5 milioni di nuovi inoccupati, una tragedia sociale difficilmente recuperabile che avrebbe, per le casse dello stato in genere ma per lINPS in particolare un costo di oltre 140 miliardi di €uro nel prossimo biennio.

Non pensiamo di esagerare se consideriamo questo possibile disastro sociale paragonabile ad un attacco al cuore dello stato ed una palese violazione dell’articolo 2 della Costituzione, in quanto in questa fase, qualora non si volesse riconoscere un diritto inviolabile privare qualcuno dell’utilizzo di un bene fondamentale per mantenere un livello vita accettabile come l’energia elettrica, èsicuro che nessun dovere di solidarietàeconomica èsociale èscattato, soprattutto da parte di chi in questo momento si sta arricchendo speculando sulle spalle, non solo dei cittadini, ma dell’intera Nazione, tra cui alcune aziende con una forte presenza dello stato nei capitali.

In questa sede ribadiamo due considerazioni riportate nella segnalazione all’AGCM che mettono in chiaro due aspetti:

  • Che l’energia è un Servizio di Interesse Economico Generale, che se mal gestito o trattato come merce ordinaria, mette in discussione la coesione sociale ed i diritti minimi di sopravvivenza per cittadini ed imprese;
  • Che GME per la sua natura e per i suoi compiti non puòassumere un ruolo puramente notarile nella costituzione del prezzo e la terzietànelle trattative non coincide con gli interessi nazionali tranne che  queste non siano gli indirizzi del Ministero della Transizione ecologica (MITE) e delle previsioni regolatorie definite dall’Autoritàdi Regolazione per Energia Rete e Ambiente  (ARERA), ma in questo caso sorge spontanea la domanda: perche non lasciare tutto all’autoregolamentazione del mercato.

La natura del bene in questione, le ripercussioni che sta provocando nel sistema economico e sociale, vanno ben oltre gli interessi della libertà di impresa, garantita dall’art.41 della Costituzione che peròci ricorda che “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.”

Illustrissima Presidente,

crediamo che intervenire sul prezzo finale sia un errore in quanto si salvaguardano e si agevolano gli aspetti speculativi ed i costi sono insostenibili, bisogna intervenire sul prezzo all’ingrosso determinandolo “politicamente” e caso mai intervenire a favore delle imprese produttive, se andassero in perdita, non certamente sui mancati guadagni.

La S.V converrà con noi che il prezzo di costo dell’Energia non ha subito grandi variazioni ed allora sarebbe interessante capire da quale sia la reale causa degli aumenti ed allo stesso modo da cosa possono dipendere il repentino calo nel mese di ottobre 2022 (-51%).

Dal maggio 2021 il prezzo del PUN cresce in maniera costante la situazione diventa insostenibile e scoppia nella sua drammaticità quando tra luglio e giugno 2022 si registra un aumento del 62,7% e con i prezzi che continuano a crescere raggiungendo il picco massimo di 543,15 € per mw,

I consumi nel periodo maggio 2021 ottobre 2022 sono andati da un minimo di 22,148 milioni di megawatt nell’aprile 2022 a 28,022 milioni di mw nel luglio del 2022, una forbice non molto alta considerato che il valore medio dei consumi oscilla sempre tra i 24 ed i 25 milioni di mw ed in ogni caso sono assolutamente in linea con i consumi degli anni precedenti.

Appare del tutto evidente che gli aumenti non sono collegati né alla variazione dei prezzi di produzione dell’energia, né alle conseguenze delle crisi in Ucraina.

Alla luce del PUN odierno va, ad avviso di chi scrive, riscritta l’agenda degli interventi. Bisogna controllare ed evitare il rialzo dei prezzi all’ingrosso e bisogna intervenire per consentire alle imprese ed ai cittadini di mettersi al passo con i pagamenti attraverso un abbattimento dei costi già sostenuti e la dilazione del debito contratto.

Gentilissima Presidente,

 

ci Simao permessi di citare due articoli della costituzione ma abbiamo ritenuto che questo passaggio potesse rappresentare al meglio il quadro di quanto sta avvenendo e di come la situazione potrebbe precipitare in qualsiasi momento.

Le chiediamo, per l’Autorevolezza conferitaLe dal Suo ruolo Istituzionale, di avviare Le azioni necessarie a salvaguardare l’integritàe la coesione del nostro paese, in questo momento messa a rischio dal cd “caro bolletta”, perché, ad avviso di chi scrive, èquesta la posta in gioco, ed anche un solo giorno di ritardo puòdeterminare danni irreparabili.

Auspicando un riscontro che vista la situazione riveste il carattere di urgenza, ci congediamo inviandoLe riverenti saluti.

 

Il Vice Presidente Vicario                                 Il Presidente

Giovanni Felice                                       Guido D’Amico

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