Gas ed elettricità, Unioncamere stima un aumento della spesa per le imprese del 42%. D’Amico (ConfimpreseItalia): “Situazione insostenibile”

Ancora un colpo durissimo per le micro, piccole e medie imprese italiane. “E’ ormai certificato – dichiara il Presidente Confederale Guido D’amico – un aumento del +42% su energia elettrica e gas naturale nel primo trimestre 2022, rispetto allo scorso trimestre. A rivelarlo è il monitoraggio indipendente periodico dei costi dei servizi pubblici locali sostenuti dalle imprese operato da Unioncamere e BMTI con il supporto di REF Ricerche. Si tratta ormai di rincari assolutamente insostenibili e che rischiano di devastare il sistema produttivo nazionale, già colpito in maniera devastante dalla pandemia Covid.  Dobbiamo evidenziare come sia ormai disperata la situazione delle strutture ricettive e dell’accoglienza, costrette comunque a dover onorare le bollette energetiche per restare in attività e soprattutto tenere aperte le strutture. Tutto il sistema Horeca è ormai in ginocchio e poco si è mosso per riuscire a sostenerlo.

I ristori sono assolutamente insufficienti e tutto il sistema legato al turismo non può più restare in piedi, senza assicurare al grande mondo delle piccole e piccolissime imprese i necessari sostegni. La fine della pandemia, secondo l’analisi del ministero della Salute, dell’autorità commissariale e dei tanti esperti che si alternano per fare le loro valutazioni nelle tv e nelle radio e sui giornali, sarebbe ormai alle porte. Ma il rischio è quello che si uscirà dalla pandemia con migliaia di imprese in meno e con un tessuto produttivo da ricostruire. Per questo motivo – conclude il Presidente di ConfimpreseItalia D’amico- è necessario andare oltre l’ordinario e passare ancora una volta allo straordinario per garantire un futuro, non solo agli imprenditori, ma ai collaboratori delle aziende ed alle loro famiglie”.

 

Tornando all’analisi di Uniocamere- Bmti sui rincari energetici, va detto che i forti rialzi, che alcuni profili tipo in regime di tutela dovranno sostenere (ad esempio negozio di ortofrutta, bar, parrucchiere), dipendono dall’ incremento dei costi della componente vendita, complice l’aumento delle quotazioni della materia prima.

L’incremento del costo a carico delle imprese si inserisce in un percorso di forte recupero iniziato alla fine della primavera dello scorso anno e che aveva già visto adeguamenti importanti, con variazioni a due cifre, anche nel terzo e quarto trimestre del 2021. Rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, la spesa per la fornitura di energia elettrica nei primi tre mesi del 2022 risulta cresciuta in media del +70% mentre le forniture di gas naturale sono aumentate del +105%.  La spesa unitaria media si assesterà dunque sui 476 euro al MWh per l’energia elettrica e 1,36 euro al mc per il gas naturale nel primo trimestre 2022. Nello specifico, tra i differenti profili tipo di impresa analizzati, per quanto riguarda l’energia elettrica gli aumenti oscillano tra il +48% per l’ortofrutta e il +93% per il negozio di beni non alimentari rispetto al I trimestre 2021, mentre per la spesa di gas naturale gli aumenti vanno dal +101% per l’ortofrutta al +109% per il ristorante.

A pesare sugli aumenti, in particolare, è il forte rincaro delle quotazioni internazionali del gas naturale, a causa degli squilibri nel mercato tra l’aumento della domanda mondiale di gas e le rigidità dell’offerta. Seppur in calo rispetto ai picchi di dicembre, le quotazioni del gas naturale al TTF, il mercato olandese di riferimento per l’Europa, si sono attestate a fine gennaio sugli 85 €/Mwh, di fatto quadruplicate rispetto ad un anno fa.

Va ricordato che, con riferimento all’energia elettrica, nel primo trimestre, l’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA) ha confermato per le micro e piccole imprese in bassa tensione (sotto i 16,5 kw di potenza) l’annullamento, già previsto nello scorso trimestre, delle  componenti degli oneri generali a sostegno di energie rinnovabili e cogenerazione e di incentivazione della produzione ascrivibile a rifiuti non biodegradabili, messa in sicurezza del nucleare e misure di compensazione territoriale, al fine di mitigare l’aumento pronunciato della bolletta per le piccole imprese in bassa tensione, mentre per il gas naturale è stato confermato il ridimensionamento degli oneri generali e l’IVA ridotta al 5%, a seguito degli stanziamenti governativi in attuazione della Legge di Bilancio 2022.

 

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