Anche l’Ocse taglia drasticamente la crescita dell’Italia (+2,5%) nel 2022 e (+1,2%) nel 2023

L’Ocse ha drasticamente rivisto al ribasso le previsioni di crescita economica dell’Italia: ora pronostica un più 2,5% quest’anno, cui dovrebbe seguire un ulteriore rallentamento al più 1,2% nel 2023. “Lo slancio della crescita si è ulteriormente moderato nella prima metà del 2022. L’economia ha rallentato allo 0,1% nel primo trimestre, mentre le restrizioni sul Covid si sono combinate con l’inflazione collegata alla guerra, le difficoltà sulle catene di approvvigionamenti e gli shock sulla fiducia”, afferma l’ente parigino nel capitolo sulla Penisola inserito nell’Economic Outlook.  Nel 2020 il Pil dell’Italia ha accusato un tracollo del 9,1% con i lockdown e le misure restrittive adottate a motivo del Covid, lo scorso anno è rimbalzato del 6,1%. I dati di oggi segnano un netto ridimensionamento rispetto alle stime fornite dall’Ocse lo scorso dicembre, quindi abbastanza datate, quando prevedeva un più 4,6% del Pil italiano nel 2022 e più 2,6% nel 2023. “Sulla crescita prevalgono i rischi al ribasso – dice l’Ocse -. Una eventuale restrizione alle forniture di gas naturale potrebbe indebolire ulteriormente la crescita e aumentare l’inflazione. Tassi di interesse più alti potrebbero abbassare la crescita, e tramite questo canale aumentare i livelli di debito pubblico. Se la crescita non si rafforzasse rapidamente, fiducia e redditività potrebbero risultarne danneggiati, facendo aumentare i fallimenti, riducendo la redditività delle banche e abbassando ulteriormente l’espansione”. Ci sono anche rischi di natura opposta: positivi. Secondo l’Ocse l’impatto della riforma sulla tassazione “potrebbe avere un effetto più ampio, consentendo a salari, occupazione e fiducia delle famiglie di riprendersi più rapidamente del previsto”.

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